RUGGERO LEONCAVALLO “PAGLIACCI”
Firenze, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
dir. PATRICK FOURNILLIER - REGIA E COSTUMI: FRANCO ZEFFIRELLI
È andata in scena la prima rappresentazione fiorentina dei “Pagliacci”, riscuotendo un notevole successo. Ospite d’eccezione direttamente dal Metropolitan di New York, dalla Staatsoper di Vienna e dagli altri più importanti teatri del mondo, Franco Zeffirelli dopo un periodo di assenza di venticinque anni. Per la prima volta, il maestro ha deciso di ambientare la storia ai giorni nostri, convinto dell’intento del compositore di rappresentare un fatto di cronaca quotidiana. Prima che il sipario si alzi,sulla scena abbiamo Tonio che funge da prologo dicendo che l’autore ha voluto rappresentare “uno squarcio di vita” e che il pubblico deve considerare i veri sentimenti degli attori,uomini come tutti noi. Il sipario si alza,si vede una palazzina diroccata,una folla di persone in festa,acrobati,giocolieri,paesani ed un carrozzone da circo che annuncia l’entrata della compagnia di Canio (nella commedia chiamato Pagliaccio),il quale ricorda a tutti dello spettacolo che si terrà “a ventitrè ore”. Giunge il gobbo Tonio (nella commedia Taddeo) e la bella Nedda (Colombina),moglie di Canio che viene schernito dal pubblico che allude alle avances che i due arrivati si scambiano,recitando nella commedia. Canio si fa severo e dicendo che se nella finzione è disposto,come da copione,a farsi beffare,nella realtà la storia si muterebbe in tragedia. Successivamente la folla si disperde e Nedda,sola,ripensa alle parole del marito;giunge allora Tonio che brama la bella ragazza costretta a tirargli una frustata sul viso per farlo allontanare,il gobbo se ne va giurando di vendicarsi e che un giorno lei sarà sua. Sulla scena arriva Silvio,amante di Nedda che vuole convincerla a scappare con lui. Alla fine quando la ragazza acconsente dicendo “A stanotte,e per sempre sarò tua” irrompono Tonio e Canio furibondo che si avventa sulla moglie per sapere il nome dell’amante che non è riuscito a vedere. Arriva Beppe (Arlecchino) che cerca di frenarne l’ira e a sollecitarlo di prepararsi per lo spettacolo. Inizia qui la riflessione di Canio,uno dei momenti più belli di tutta la storia dell’opera, dicendo che lui non è un uomo,lui è Pagliaccio e deve far ridere il pubblico nonostante abbia il cuore infranto “Ah! Ridi Pagliaccio sul tuo amore infranto! Ridi del duol che t’avvelena il cuor!”.Dopo una struggente malinconia si avvia verso il teatrino piangendo,mentre il sipario si chiude. Penso che qui Salvatore Licita (Canio) non sia entrato pienamente nel personaggio e che quindi non abbia dato il meglio di sé,esigendo il pezzo una forte interpretazione patetica. Inizia il secondo atto,si rappresenta la burletta tra Colombina e Taddeo che le dichiara il suo amore. Respinto,esce e dalla finestra giunge Arlecchino dando alla fanciulla un filtro per far addormentare il marito Pagliaccio, promettendole di scappare insieme e congedandosi con le fatidiche parole:”A stanotte,e per sempre sarò tua”. Canio riconosce le medesime parole dell’amante di Nedda, viene preso da una collera sempre più crescente iniziando a recitare da copione ma sfociando poi in una rabbia tremenda, arrivando alla fine ad agguantare la moglie intimandole di rivelarne il nome dell’amato .Lei rifiuta ed alla fine Canio la uccide con una coltellata. Morendo chiede aiuto a Silvio che arriva in suo soccorso,ma anche lui viene ucciso. Il pubblico è sconcertato e Canio in un lacerante urlo dichiara “la commedia è finita!”. Cala il sipario. Il direttore d’orchestra Patrick Fournillier si è dimostrato all’altezza del compito affidatogli,visto che prima dell’inizio dell’opera si è deciso di eseguire quattro intermezzi (“L’amico fritz”, “ Il sogno di Ratcliff”, “Cavalleria Rusticana”, “Manon Lescaut”) interpretati con grande cura per i particolari. Bisogna menzionare anche l’imprevisto cambio tra primo e secondo atto del personaggio di Tonio a causa di un improvviso calo di voce del baritono Seng-Hyoun Ko. Amarilli Nizza invece ha una bella voce, anche se alcune volte a causa del suo cantare troppo piano non si riusciva a sentire. Impareggiabile Salvatore Licita nel secondo atto che ha saputo interpretare il climax di Pagliaccio con grande slancio emotivo. Per il Maestro Zeffirelli niente da obiettare,con la speranza di rivederlo a Firenze impegnato in un altro capolavoro.
Articolo di Alessio Camilloni V Liceo
Voto 8.5